Portale Trasparenza Città di Celano - IMU

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

IMU
Responsabile di procedimento: Di Censo Daniela
Responsabile di provvedimento: Di Censo Daniela
Uffici responsabili
Servizio Tributi, Ufficio IMU
Descrizione

IMU

Presupposto d'imposta

Il presupposto dell'IMU è il possesso di immobili, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Restano ferme le definizioni di fabbricato, area fabbricabile e terreno agricolo di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.

Le aree fabbricabili possedute e condotte direttamente da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP), di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 e successive modificazioni, iscritti nella previdenza agricola, si considerano terreni agricoli.

Rispetto all'ICI sono soggetti ad imposta sia le abitazioni principali che i fabbricati rurali.

 

Abitazione principale e pertinenze

Per l'anno 2013 il versamento della prima rata è sospeso ai sensi del D.L. n. 54 del 21 maggio 2013, ad eccezione dei fabbricati di categoria A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze. Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
Il Comune considera direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

 

Soggetti passivi

I soggetti passivi IMU sono:

• il proprietario ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione (coniuge superstite per la casa coniugale ai sensi dell’articolo 540, comma 2, codice civile e, ai soli fini IMU, il coniuge assegnatario nel caso di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio), enfiteusi, superficie su fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa;
• il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
• il locatario, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

 

Base imponibile

Fabbricati
Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, i seguenti moltiplicatori:

• 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
• 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
• 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
• 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
• 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Per i fabbricati classificati nel gruppo D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il valore è determinato secondo i criteri del comma 2 dell’articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.

Aree fabbricabili

Il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
A norma dell’articolo 36, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, sono considerate fabbricabili le aree utilizzabili a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f) del decreto Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell’articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, senza computare il valore del fabbricato in corso d'opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

 

Riduzione

La base imponibile è ridotta del 50%:
• per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
• per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.
Ai fini dell’applicazione della riduzione, l’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, così come definiti dall’articolo 3, lettere a) e b) del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia ai sensi dall’articolo 3, lettere c), e d) del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonché del vigente regolamento edilizio comunale. Il fabbricato, in ogni caso, non deve essere utilizzato, anche per usi difformi rispetto alla destinazione originaria e/o autorizzata. Si considerano inagibili o inabitabili i fabbricati che si trovano nelle seguenti condizioni:
• strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possono compromettere la stabilità dell’edificio con conseguente pericolo a cose o persone;
• strutture di collegamento (scale e rampe) e strutture verticali (muri perimetrali o di confine) con gravi lesioni che possono costituire pericolo e possano far presagire danni a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;

Ai fini del riconoscimento dell’agevolazione, il soggetto passivo presenta all’ufficio IMU la dichiarazione sostitutiva ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, allegando eventuale documentazione comprovante lo stato di inagibilità o inabitabilità e non utilizzo dell’immobile. Successivamente l’ufficio tecnico comunale provvederà ad accertare la sussistenza dei requisiti anche attraverso sopralluogo che il proprietario si impegna ad autorizzare, pena la decadenza dell’eventuale beneficio. Nel caso sia confermato il diritto all’agevolazione, esso avrà effetto dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva di cui sopra. La cessata situazione di inagibilità o inabitabilità deve essere dichiarata, con modello di dichiarazione ministeriale IMU, al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo alla cessazione medesima.
Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome, la riduzione è applicata alle sole unità dichiarate inagibili o inabitabili.
Per le unità collabenti classificate catastalmente nella categoria F/2, l’imposta è dovuta sulla base del valore dell’area fabbricabile. La base imponibile deve essere determinata ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, tenendo anche conto delle possibilità di recupero del preesistente fabbricato, stabilite dalle vigenti norme urbanistico - edilizie.

 

Esenzioni

Sono esenti dall’IMU gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Si applicano, inoltre, le esenzioni previste dall’articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h) ed i) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ovvero:
• i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
• i fabbricati con destinazione a usi culturali di cui all’articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 e successive modificazioni;
• i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
• i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
• i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
• i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15, legge 27 dicembre 1977, n. 984

• gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222. L’esenzione si applica soltanto a condizione che gli immobili, oltre che utilizzati, siano anche posseduti dall’ente non commerciale utilizzatore.
L’esenzione spetta per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte.

 

Deteminazione delle aliquote

Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 23 del 15 luglio 2013 sono state approvate le aliquote IMU per l’anno 2013.
In allegato alla presente guida, si riportano le aliquote in vigore per l’anno 2013.

 

Valori venali - aree edificabili anno 2013

ZONA URBANISTICA

MODALITA' D'INTERVENTO

EURO/MQ

Zona A1 - Centro storico.

aree libere

6,50

ruderi

60,50

Zona A2 - Edifici o complessi isolati di interesse storico, artistico ambientale.

aree libere

6,50

ruderi

60,50

Zona B1 - Zona di ristrutturazione.

 

56,80

Zona B2 -Zona di ristrutturazione parzialmente edificata.

 

52,00

Zona B3 - Zona di completamento parzialmente edificata.

 

49,70

Zona C1 - Zona di espansione di integrazione urbana

intervento diretto

42,50

planivolumetrico

36,70

piano particolareggiato - 50%

19,60

Zona C2 - Zona di espansione residenziale turistica.

intervento diretto

30,20

planivolumetrico

24,50

piano particolareggiato - 50%

14,50

Zona C3 - Zona Edilizia Residenziale Pubblica.

piano particolareggiato

13,30

Zona C4 - Zona di espansione.

intervento libero

24,20

Zona C5 - Zona mista residenziale.

piano particolareggiato - 50%

6,50

Zona D1 - Zona industriale.

 

25,50

Zona D2 - Zona produttiva P.I.P.

 

25,50

Zona D3 - Zona mista Produttiva,Commerciale, Direzionale e per servizi.

intervento diretto

25,50

planivolumetrico

22,00

piano particolareggiato - 50%

12,80

Zona D4 - Zona Commerciale Ricettivo Direzionale.

 

25,50

Zona F - Zona per attrezzature pubbliche di interesse generale.

 

6,50

Zona F1 - Zona per attrezzature pubbliche. di interesse generale, ai sensi dell'art3 del D.M. 02.04.1968, n.1444.

 

6,50

Zona F2 - Zona per verde pubblico attrezzato e parcheggi pubblici, ai sensi dell'art3 del D.M. 02.04.1968, n.1444.

 

6,50

Zona G - Zone attrezzature tecnologiche pubbliche.

 

6,50

Zona aeroportuale.

 

6,50

Zona tecniche e tecnologiche pubbliche e/o private.

 

6,50

Aree perimetrate a rischio R4 e A4 del Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico rischio frane dell'Autorità di Bacino Liri Garigliano

 

6,50

 

Detrazioni

Ai sensi del decreto-legge del 21 maggio 2013, n. 54, per l’anno 2013 il versamento della prima rata è sospeso per:
- abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari, Agenzia Territoriale per la Casa (ATC);
fabbricati rurali.

Abitazione principale

Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
Per gli anni 2012 e 2013, la detrazione di euro 200 è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di euro 400.
La detrazione e la maggiorazione spettano fino a concorrenza dell’imposta dovuta sull’abitazione principale e relative pertinenze.
La detrazione e la maggiorazione di cui sopra spettano anche all’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

Ex casa coniugale  (art. 4, comma 12-quinquies D.L. n. 16/2012)

L’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione. Per tale fattispecie si applica l’aliquota ridotta per l’abitazione principale, la detrazione e la maggiorazione della detrazione.
Il soggetto passivo IMU è esclusivamente l’assegnatario, mentre il coniuge non assegnatario, anche se proprietario dell’abitazione, per intero o per quota, non sarà tenuto al versamento dell’imposta.

Fabbricati cooperative edilizie e ATC

La detrazione di euro 200 si applica alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonché agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi delle case popolari. A queste unità immobiliari spetta la sola detrazione di euro 200 (senza la maggiorazione della detrazione) e non l’aliquota ridotta per l’abitazione principale. Resta ferma l’applicazione dell’aliquota base.

 

Imposta riservata allo stato

E’ riservato allo Stato il gettito IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolati ad aliquota standard dello 0,76 per cento. (ai sensi Legge di stabilità 2013 n. 228 del 24 dicembre 2012 art. 1 comma 380 lettera f) e g).
Pertanto, la differenza di gettito IMU per gli immobili di categoria D5 tra l’aliquota standard dello 0,76 per cento (cod. tributo 3925) che dovrà essere versata allo Stato e l’aliquota ordinaria dell’1,06 per cento, dovrà essere versata al Comune.(cod. tributo 3930).

 

Versamenti

Il versamento deve essere eseguito mediante utilizzo del modello F24 secondo le disposizioni dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con le modalità stabilite dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di approvazione del modello e dei codici tributo.
Il versamento deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore o pari a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

 

Modello F24

Con Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12 aprile 2012 sono stati istituiti i codici necessari per il versamento dell’IMU tramite modello F24 integrati dalla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 21 maggio 2013
La tabella sottostante riporta uno schema dei nuovi codici, che si articolano per tipologia di immobile e per ente destinatario del gettito:

TIPOLOGIA IMMOBILI

CODICE IMU QUOTA COMUNE

CODICE IMU QUOTA STATO

Abitazione principale e relative pertinenze. ( Per l’anno 2013 il versamento della prima rata è sospeso ai sensi del D.L. n. 54 del 21 maggio 2013, ad eccezione dei fabbricati di categoria A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze.)

3912

 

Non dovuta

Altri fabbricati

3918

Non dovuta

Aree fabbricabili

3916

Non dovuta

Fabbricati gruppo catastale D (ad esclusione della categoria D/10 e fabbricati con annotazione catastale di ruralità)

3930

3925


In caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi dovranno essere versati unitamente all’imposta dovuta.
I codici indicati devono essere riportati all’interno del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.
Le indicazioni per la compilazione sono presenti all’interno del modello. Si rammenta in proposito che il “codice ente/codice comune” da indicare per il Comune di Celano è: C426.
Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, prot. n. 2012/53906, è stato approvato il nuovo modello F24, disponibile presso le banche, Poste Italiane Spa, agenti della riscossione ed in formato elettronico sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, prot. n. 2012/74461, è stato approvato il modello di versamento denominato “F24 Semplificato”, reso disponibile gratuitamente nel formato elettronico
reperibile sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it. Tale modello risponde all’esigenza di agevolare gli adempimenti dei soggetti che devono effettuare i versamenti di alcune tipologie di entrate a favore dell’Erario, delle Regioni e degli Enti locali, utilizzando un modello semplificato che si compone di un’unica pagina.

 

 

 

 

 

Chi contattare
Personale da contattare: Antidormi Annalisa
Altre strutture che si occupano del procedimento
Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
Riferimenti normativi
Servizio online
Tempi previsti per attivazione servizio online: 2014
Contenuto inserito il 26-02-2014 aggiornato al 03-04-2014
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